I monumenti che appartengono all'itinerario arabo-normanno dichiarato dall'UNESCO "patrimonio universale dell'umanità" è "esempio materiale di convivenza, interazione e interscambio tra diverse componenti culturali di provenienza storica e geografica eterogenea". "Sincretismo (che) ha generato un originale stile architettonico e artistico, di eccezionale valore universale, in cui sono mirabilmente fusi elementi bizantini, islamici e latini, capace di volta in volta di prodursi in combinazioni uniche, di eccelso valore artistico e straordinariamente unitarie" (dalla dichiarazione UNESCO di Palermo Arabo Normanno ed i duomi di Monreale e Cefalù patrimonio universale dell'umanità).

Sollecitiamo ad inserire inserendo nell'itinerario anche  i quartieri popolari dell'Albergheria e Capo, che si estendono nelle loro immediate vicinanze e che al tempo dei normanni erano già parte viva e pulsante della città come dimostra la loro presenza con il nome di "ideisini", per l'Albergheria, e "Seralcadio" per il Capo nella miniatura del "liber ad Honorem Augusti" di Pietro da Eboli (XII sec.) in cui è rappresentato il lutto della città per la morte di Guglielmo II.

Albergheria e Capo già al tempo dei normanni sono stati i quartieri, per buona parte, degli ultimi e degli scartati, luoghi anche di deportazione. Contrade malsane per gli acquitrini maleodoranti ed anche malarici in cui si erano trasformati quelle profonde rientranza di mare, che al tempo dei fenici e dei greci avevano portato a definire la città "tutta porto", da qui il nome di Panormus e quindi Palermo, e che al tempo dei normanni si erano già trasformati nei due fiumiciattoli: il Papireto ed il Kemonia.

 

Il Palazzo Reale

La Reggia dei normanni è stata costruita sul punto più alto della Città su preesistenti costruzioni puniche, romane, bizantine ed arabe poste a difesa delle mura della città. Nel Palazzo i normanni concentrarono non solo le funzioni di esercizio del potere ma anche gli opifici tessili (il Tiraz) ed i laboratori reali di oreficeria.  Al tempo di Santa Rosalia il palazzo era strutturato in "edifici turriformi collegati da portici e da giardini. ... Nello spazio antistante vi ara anche la cosiddetta Aula Verde, di epoca anteriore, un ambiente aperto e riccamente  decorato dove il re accoglieva i suoi ospiti" (da Palermo città d'arte di Cesare De Seta. M. Antonietta Spadaro e Detgio Troisi).

Il palazzo nel corso dei secoli ha subito diversi rifacimenti, oggi vi possono ammirare: la Sala d'Ercole con dipinti di G. Velasquez che raccontano le gesta dell'eroe mitologico,  le sale del Duca di Montalto, costruite su antiche fortificazioni, affrescate da P. Novelli, V. La Barbera e G. Astorino, la Sala dei Viceré con ritratti di Viceré e notabili del regno, la Sala di Re Ruggero con mosaici che si richiamano alla natura; la Cappella della Regina con un dipinto di P. Sarullo. Altre sale degne di menzione: la Sala Rossa usata dai Borboni come sala del trono e la Sala Gialla con tempere di V. Riolo ispirate alle gesta dei Re Normanni ed oggi usata come sala convegni. Nella Torre Pisana dal 1791 trova ospitalità l'Osservatorio Astronomico. Dal 1946 il Palazzo dei Normanni è sede dell'Assemblea della Regione Siciliana e quindi del Parlamento Siciliano, il primo d'Europa essendo stato istituito nel 1140.

Visita a pagamento

 

La Cappella Palatina

Nel 1132, S. Rosalia era appena nata, per volere di Ruggero II d’Altavilla, primo Re del regno di Sicilia, fu costruita, all'interno del palazzo reale, La Cappella Palatina. Un vero gioiello dello stile arabo-normanno,un esempio tra i più alti del sincretismo tra gli stili latino, arabo e bizantino. Come gli altri templi costruiti dai normanni, il luogo dell'assemblea dei fedeli ha lo sviluppo della basilica latina, la parte del santuario destinata al sacrifico Eucaristico è a pianta centrica come le chiese bizantine ed è sormontata dalla cupola I mosaici bizantini che on decorano la navata centrale con scene dell’Antico Testamento, continuano con le scene della Vita di San Pietro e San Paolo, nelle navate laterali e scene della vita di Cristo nel transetto. L’abside centrale presenta una bella immagine del Pantokrator. Il Cristo benedicente, l’Onnipotente, affiancato, nelle due absidi laterali, da San Paolo e Sant’ Andrea.
Il soffitto ligneo a”muqarnas”- stalattiti- e stelle a otto punte, è decorato con elementi della iconografia persiana. Il pavimento, coperto da mosaici di marmi colorati, con stelle a otto punte e nastri che si inseguono e intrecciano,doveva probabilmente sostituire i tappeti orientali

Visita a pagamento

 

Chiesa di San Giovanni degl Eremiti

Costruita tra il 1130 ed 1148 da Ruggero II, faceva parte di un complesso conventuale affidato da Ruggero ai Benedettini. Luogo molto caro e frequentato dalla nobiltà normanna e quindi dalla Regina e dal suo seguito, tra cui Rosalia, perché qui vi aveva stabilito il cimitero di corte.

Risultato di varie sovrapposizioni, un monastero bizantino, moschea, monastero benedettino, San Giovanni degli Eremiti ha la forma di un parallelepipedo sormontato da cupolette rosse,una delle quali sormonta il campanile, dandole l’aspetto di un minareto. Per questo suo aspetto è diventato un simbolo dell’itinerario arabo-normanno a Palermo.

La chiesa ha due corpi di fabbrica,una principale, la vera chiesa di un tempo, divisa in due cubi da un arco a ogiva e tre absidi di cui solo la centrale si apre nell’unica navata. Immerso in un bel giardino ricco di varie piante è il bel chiostro col pozzo centrale.

Visita a pagamento

Raccomandiamo anche la vista panormanica dal campanile della Chiesa di S. Giuseppe Cafasso

Visiata a pagamento

 

La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di S. Rosalia è stata quella dei primi Normanni, ottenuta riportando al culto cristiano la "grande moschea", che gli arabi avevano costruito trasformando a loro volta l'antica cattedrale del 600.

La cattedrale, che nella foro sopra vediamo illuminata artisticamente in occasione del 389° festino, dal 1624 è la casa di S. Rosalia, in essa nella cappella dedicata all'inizio della navata meridioale, in una preziosa urna a reliquiario d'argento sono custodite le sue ossa rinvenute nel Monte Pellegrino il 15 luglio del 1624. Per arrivare in Cattedrale insieme alla Regina Rosalia percorreva l'antica via coperta che collegava il Palzzo Reale al Tempio.

Visita tesoro, cripta, tombe reali e tetti a pagamento

Visita virtuale della Cattedrale

Itineraio "S. Rosalia in Cattedrale"

 

Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio detta della Martorana

Definita da IBN Giusbair, viaggiatore arabo, "il monumento più bello del mondo" La Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio fu edificata, quando Rosalia era tredicenne, nel 1143 da Giorgio di Antiochia, ammiraglio di re Ruggero II, sulle antiche mura puniche della città.

Originariamente era costituita da un cubo cupolato  con annesso atrio a forma di trapezio scoperto e porticato  e da una torre d'ingresso. Nel 1484 fu ceduta alle suore  del  vicino convento delle suore benedettine, fondato nel 1194 da Goffredo ed Eloisa Martorana; da qui il nome di chiesa “Martorana”.

Nel XVI secolo l'atrio venne inglobato alla chiesa e l'impianto a croce greca venne trasformato in basilicale con tre navate; la torre campanaria fu utilizzata come ingresso. Nel 1750 venne creata la facciata barocca  di N. Palma, prospiciente la Piazza Bellini.

L'accesso allo spazio riservato all'assemblea dei fedeli è preceduto dal coro, del 1588, diviso in due parti, nella parte più bassa sono state reimpiegate le colonne dell'antico portico. Il coro è decorato con gli affreschi di Olivio Sozzi e Guglielmo Borremans.  Subito dopo il coro  sulle pareti di destra e sinistra sono rispettivamente i mosaici di Ruggero incoronato da Cristo per affermare la concezione teocratica della monarchia e dell'Ammiraglio Federico d'Antiochia ai piedi di Maria.

L'originario cubo della chiesa normanna è smaterializzato dagli splendidi mosaici con scene ispirate alla vita della Madonna e con il Cristo Benedicente raffigurato nella sommità della cupola assiso al trono con la terra posta ai suoi piedi, il tutto tra figure angeliche e motivi floreali e geometrici.  L'ampio presbiterio, barocco, del 1685 è decorato con marmi mischi; sull’altare è il prezioso tabernacolo in lapislazzuli ed il dipinto di V. Da Pavia, del 1533, che raffigura  l’”Ascensione”. La chiesa fa parte dell'Eparchia di Piana degli Albanesi, della Chiesa Bizantina in Sicilia.

Ingresso a pagamento

 

 

Ponte dell'Ammiraglio

Cosi detto perché costruito dall'Ammiraglio degli Ammiragli di Re Ruggero II, Giorgio d'Antiochia, tra il 1130 e il 1140 per scavalcare il letto del fiume Oreto, prima che questo fosse deviato nel 1938.

Nel 1772 venne restaurato per riparare i danni causati dallo straripamento dell'Oreto. Fu teatro nella notte del 27 maggio del 1860 della vittoriosa battaglia dei Garibaldi contro le truppe Borboniche che si opponevano al loro ingresso in città .

Il ponte è realizzato con conci di tufo ben squadrati che realizzano due rampe, a disegnare una schiena d'asino, rotte in basso da arcate ad altezza degradante e tra queste cinque arcate più piccole e ristrette. E' del secolo scorso la realizzazione del piano di calpestio con acciottolato.
 

Sempre visibile da C.so dei Mille

 
 

Il Capo

Gli Arabi conquistata Palermo nell’830 svilupparono fuori le mura punico-romane nuovi insediamenti: in prossimità della Cala edificarono la cittadella fortificata "al-Halisah" (la Kalsa); a nord, oltre le vecchie mura greco-romane (verosimilmente esse correvano lungo le attuali Piazza Papireto, Via Gioeni, Via S. Isidoro, Via Candelai e Via Venezia) ed oltre la depressione del fiume Papireto, crearono il vasto quartiere detto dapprima “degli Schiavoni” “al-Harat-as-Saqalibah”, dal nome delle truppe mercenarie dalmate, a loro servizio, che lo abitarono. Dopo, lo stesso quartiere fu chiamato sari-al-qadì (strada del Kadì), nome volgarizzatosi in Seralcadio.

Durante il periodo normanno in questa zona, ricca di lussureggianti giardini, ma dall’aria malsana per le acque ristagnanti del fiume, vi si rifugiarono in massa gli arabi dopo la congiura dei nobili contro Guglielmo il Malo, in case modeste dette: “casaline”.
Ai Normanni si deve la costruzione delle Chiese di S. Giovanni alla Guilla con l’annesso ospedale dei Pellegrini e della Chiesa di S. Agata alla Guilla.
Durante il regno di Federico II a causa delle sommosse anti arabe e la loro deportazione il Seralcadio tutto venne a svuotarsi malgrado gli incentivi ed i benefici concessi a chi voleva abitarvi.

Nei secoli successivi la parte alta del quartiere, per essere distinta dalle altre (Conceria: dai conciatori di pelle che la abitavano: attuale Via Napoli, Via Venezia; Quartiere della Loggia, dalle logge dei mercanti delle « nazioni estere », attuale Argenteria; Rione S. Pietro: dalla vicina ma non più esistente chiesa di S. Pietro la Bagnara), venne chiamata Caput Seralcadi, come può leggersi in un contratto di enfiteusi del 21 gennaio 1366:” in quartierio Seralcadii in capite superiori...”
Successivamente rimase ad individuare questa parte del quartiere, attraversata dal corso centrale del Papireto, solo il nome “Capo”.

Il quartiere ospita una dei più importanti mercati popolari della città.

Proponiamo di visitare:

 

 
 

L'Albergheria

I primi insediamenti urbani in questa parte della città, attraversata dal fiume a carattere torrentizio detto del "maltempo" a cui i normanni daranno il nome di "Kemonia", risalgono al tempo degli arabi. Di essi ci riferisce il mercante iracheno Ibn Hawqual, venuto a Palermo tra il 972 ed il 973, sono essi i due borghi (Harat) di Harat Al Yahud abitato dagli ebrei ed Abu Gamin che si sviluppavano nella zona che dalla attuale Via Maqueda si estende fino al piano di Casa Professa. I due borghi dovevano essere integrati nel quartiere (harat masgid Ibn Saqlab) sviluppatosi intorno alla moschea Ibn Saqlab che sorgeva nella attuale Piazza Moschita. Più a sud gli arabi diedero vita ad un altro insediamento urbano (esterno alle attuali Via Albergheria e Via Divisi) cui diedero il nome di Harat Al Giadidab (quartiere nuovo).
Gli insediamenti urbani sopra citati dovevano estendersi fino all'attuale mercato "Ballarò" di cui ci dà notizia sempre Ibn Hawqual e che prese il nome dal villaggio "Balhara", nei pressi di Monreale, da cui provenivano i mercanti di derrate alimentari "grascia", per cui fu detto anche "mercato della grascia"
Questa parte della città comunicava con quella recinta dalle antiche mura punico romane attraverso le porte Bab Al Anba (nelle vicinanze di S. Giovanni degli Eremiti), Bab As Sudan (la porta dei negri) lungo la Via Biscottai all'altezza dell'ex ospedale Fatebenefratelli e Bab al Hadid (porta di ferro) là dove è oggi l'ingresso laterale della Facoltà di giurisprudenza. Essa era separata dall'agro palermitano da una muraglia di fortificazione interrotta dalle porte Mazara e S. Agata. E' questo il tratto di mura che il normanno Conte Ruggero espugnò dando così inizio alla conquista di Palermo da parte dei normanni. Nel periodo normanno l'urbanizzazione del quartiere subì una importante accelerazione. In una zona ricca di catacombe paleocristiane, dove molto probabilmente furono costruite i primi tempi cristiani, i normanni avviarono una intensa attività di edilizia religiosa, costruendovi le chiese, spesso con conventi annessi, di S. Giovanni degli Eremiti, S. Giorgio a Kemonia, S. Nicola di Bari con la attigua torre di guardia, dei Ss 40 Martiri al Casalotto, dei Ss. Crispino e Crispiniano, di S. Michele Arcangelo, dei carmelitani e l' abbazia di S. Maria della Grotta dei Basiliani. Intensa anche l'attività di edilizia civile con la costruzione di case per funzionari di palazzo e per un forte nucleo di popolazione di origine greca. Alla zona diedero il nome di Deisin da cui Via Divisi (oggi al di la della Via Maqueda).
Le linee architettoniche delle porte S. Agata e Mazara riferite al tempo dei normanni ci dicono che essi provvidero ad una ristrutturazione delle muraglie di fortificazione già innalzate dagli arabi.
Una miniatura redatta in occasione dei funerali di Guglielmo I detto il "malo", ci da la rappresentazione grafica della suddivisione in quartieri della città operata dai normanni e della loro estensione. In essa il quartiere Albergheria è indicato con il nome di "ideisini", è posto a meridione dei palazzi lungo il Cassaro ed è compreso tra la tenuta reale di caccia fuori le mura (verso Monreale) e la cittadella araba della Kalsa.
Al tempo normanno deve essere anche riferita la costituzione dell'asse viario che attraversa ancor oggi il quartiere lungo tutta la sua estensione, da porta Mazzara, fino alla chiesa della Magione e che corrisponde alle attuali Via Albergheria, Via Del Bosco, Via Divisi.

 
 

L'itnerario virtuale con il photo show

 
 

I luoghi dell'itinerario

Palazzo Reale

C.so Vittorio Emanuele - Palermo

Orari e biglietti

sito www.federicosecondo.org

email: fondazione@federicosecondo.org

tel.: 091 6262833 (Fondazione Federico II) per info orari e biglietti

fax: 0916262962

 

in pianta con Google Maps

Cappella Palatina

Piazza Indipendenza - Palermo

Orari e biglietti

sito: www.cappellapalatinapalermo.it

email: (accesso dal sito)

tel.: 091 7054879 (Ufficio Parrocchiale)

tel.: 091 6262833 (Fondazione Federico II) per info orari e biglietti

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San Giovanni Degli Eremiti

Via dei Benedettini 16 - Palermo

Orari e biglietti

tel.: 091 651 5019

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Cattedrale di Palermo

C.so Vittorio Emanuele

sito www.cattedrale.palermo.it

email: tourcattedrale@diocesipa.it

tel. 091.334373 - fax 091.334375

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S.Maria dell'Ammiraglio detta Martorana

Piazza Bellini 3 - Palermo

Orari e biglietti

sito: chiesadellamartorana.it/

email: cuccianicola@virgilio.it

tel.: 345/828823

in pianta con Google Maps

Quartiere Albergheria con mercato di Ballarò

sito: www.albergheriaecapoinsieme.diocesipa.it/

in pianta con Google Maps

Quartiere Capo con mercato

sito: www.albergheriaecapoinsieme.diocesipa.it/

in pianta con Google Maps
 

Assistenza all'itinerario

Con prenotazione. Possibilità di personalizzare gli itinerari

 

Cooperativa Terradamare

Via Nasi Nunzio, 18, 90134 Palermo

sito: http://www.terradamare.org

tel.: 380 8646602 › 3207672134

email: info@terradamare.org

 

Cristina  Chiovari (guida professionale inglese, francese, russo)

email: cristina.chiovari@gmail.com 

tel: 3273598383  - 3343193473

 

Alessandra D'Acquisto (guida professionale inglese, francese, spagnolo)

email: alessandradacquisto@libero.it  

tel: 3388818375

 

D'Aleo Roberta (guida professionale portoghese)

email: roberta_daleo@libero.it  

tel: 340414514

 

Anna Rosa Palpacelli (guida professionale inglese, francese, spagnolo)

email: annarosapalapacelli@alice,it  

tel: 360405209

 

RIINA VIVIANA (guida professionale spagnolo)

email: riinaviviana@gmail.com

tel: 3476542288

 

SIRECI DANIELA (guida professionale inglese)

email: dadosire@gmail.com  

tel: 091-6111041  mob: 3331833423

 

Silvia Villari  (guida professionale inglese, francese)

email: villari@gmail.com 

tel: 3388914221